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Sicignano degli Alburni


Alle pendici dei Monti Alburni, lontano dalla confusione e dal traffico delle grandi città e a 600 metri sul livello del mare, Sicignano Degli Alburni conserva ancora oggi quelle caratteristiche che lo rendono meta ideale non solo per chi è in cerca di un luogo di completo relax da vivere a stretto contatto con la natura e la montagna, ma anche per chi ama stare sempre in movimento e anche in vacanza non vuole rinunciare allo sport.

 

La storia e l'arte di Sicignano sono d'impronta prettamente medioevale anche se le origini del paese, secondo alcuni storici risalgono al 450 a.C. anno in cui il centurione romano Lucius Sicinius Dentatus fondò un piccolo centro su una collina alle pendici dei Monti Alburni, punto strategico per il controllo del territorio circostante costituito dalle importanti Nares Lucanae, narici della Lucania.

Ma è sotto il dominio longobardo che il centro comincia a svilupparsi con la costruzione del castello su commissione dei Principi di Salerno, per poi passare sotto il dominio dei normanni. Una prima attestazione documentaria risale ad un atto di donazione del 1086 in cui si fa riferimento ad un certo Asclettino conte di Sicignano. Tra carestie, terremoti, guerre e brigantaggio ad Asclettino si successero varie figure più o meno importanti per la storia di Sicignano fino ad arrivare al 1851 quando il Conte Luigi Giusso acquistò il Castello e tutti i beni presenti sul territorio. E dal 1928 divenne Sicignano Degli Alburni.

 

Il nostro itinerario inizia con una passeggiata per le vie del centro storico, negli antichi quartieri, Fontanelle, Rupa e San Matteo, dove è evidente quell'impronta medioevale di cui parlavamo in precedenza con le abitazioni disposte a semicerchio intorno alla grande fortezza, le lunghe scalinate, i portali in pietra con le effigi ed epigrafi dedicatorie a testimonianza del glorioso passato di Sicignano.

 

Il Castello Giusso, recentemente ristrutturato, ha una pianta poligonale irregolare dalla planimetria semicircolare e un sistema di tre torri con beccatelli. Della cinta muraria che circondava tutto resta ben poco cosi come della Chiesa di San Matteo, collocata di fronte al Castello, non restano che i primi due ordini della torre campanaria.

 

In Piazza Plebiscito sorge la Chiesa Parrocchiale di San Matteo e Santa Margherita a tre navate longitudinali in cui sono conservate due sculture del '700 di Niccolò del Vecchio raffiguranti i santi a cui la chiesa è intitolata è il Crocifisso in bronzo opera del prof. Luigi Ciccone.

 

Proseguendo nella passeggiata si arriva alla "Piazzetta" punto panoramico di grande effetto dal quale è possibile ammirare il Castello e la Chiesa sul lato sinistro, i Monti Alburni sul destro, e l'ampia vallata.

 

Infine si arriva in località Aria, ovvero Piazza Umberto I il punto più caratteristico di Sicignano dove è possibile dissetarsi con la fresca acqua di sorgente che sgorga dalla fontana a 4 cannelle risalente al 1500 e dove nel 1922 è stato eretto il Milite Ignoto, in ricordo dei soldati che hanno combattuto nella Prima Guerra Mondiale.

E qui che si trova anche un'altra importante testimonianza storica la Chiesa di Santa Maria dei Serroni (o del Serrone), risalente alla fine del XII secolo recentemente recuperata grazie ad importanti lavori di restauro ed inaugurata il 10 Maggio 2012. Si presenta con un'unica navata centrale sormontata da un arco a tutto sesto e al suo interno continua a conservare la Statua della Madonna con bambino con in mano un globo simbolo di sovranità. Dietro la Chiesa l'antico lavatoio pubblico risalente al XIX secolo con tre grandi vasche in pietra.

 

In località Grottapagnano sorge il Convento dei Frati Cappuccini risalente al 1578, struttura ormai ridotta a rudere e per la quale si spera in un prossimo recupero.

Ma sono i Monti Alburni i veri signori del posto. Sono definiti le Dolomiti dei Sud, per via del complesso sistema di rocce bianche calcaree di natura dolomitica, doline, grotte e inghiottitoi formatisi in seguito a fenomeni carsici. Il nome deriva da Monte Alburno, la vetta più alta 1742 m, rinominato Panormo, dalla cui cima in condizioni di tempo sereno sono visibili la Costiera Amalfitana e Capri.

 

 

Oltre ad essere meta ideale per camperisti e gruppi di scout, si possono svolgere anche varie attività sportive, quali speleologia, orienteering, trekking, escursioni ad alta quota, mountain bike.

A questa altitudine prevalgono i boschi di latifoglie e in particolare il Castagno, ed è proprio al gustoso frutto autunnale che ogni terzo week end del mese di Ottobre da oltre 40 anni si svolge la caratteristica Sagra della Castagna, manifestazione durante la quale è possibile degustare specialità a base di castagna e tutti gli altri prodotti tipici del territorio, quali salumi, formaggi, vino e olio ed assistere a vari eventi tra cui la "Corsa delle Carrette", e l'esibizione storica "Asini, muli e conducenti, tutti presenti".

 

Da non perdere:

• "Cagliata e Catuozzo": la manifestazione estiva organizzata da qualche anno allo scopo di far rivivere due delle più antiche tradizioni del territorio.